Come si calcolano i consumi elettrici in casa?

Saper calcolare i consumi elettrici all’interno della propria abitazione permette di evitare gli sprechi e di ottimizzare l’utilizzo degli elettrodomestici come lavatrici, forni, condizionatori e frigoriferi. Il calcolo dei consumi consente anche di verificare l’esatta corrispondenza dei dati che sono riportati dalle bollette, nonché di stimarne l’importo.

L’ammontare dell’energia elettrica che viene impiegata in casa è legato anche ad alcuni fattori. Infatti, occorre considerare le fasce orarie in cui si utilizzano i dispositivi, la quantità di tempo che si rimane nell’appartamento, il numero di persone che lo occupano e quello degli elettrodomestici presenti. Particolare attenzione andrà riposta verso la tipologia degli apparecchi, in quanto la loro classe energetica incide molto sul fatturato annuo e quindi sui consumi complessivi. Conseguentemente, un frigorifero appartenente alla fascia energetica A+ permette di abbattere i costi in bolletta in maniera significativa rispetto a un modello non di ultima generazione e acquistato molti anni addietro. Naturalmente tutto dipende anche dall’uso effettivo e corretto dell’elettrodomestico, oltre che dalla quantità di ore in cui rimane accesso e da altri aspetti come la collocazione o la temperatura dell’appartamento. Quando ci si trova a dover conteggiare i consumi elettrici in casa bisogna pure tener presente che non tutti gli elettrodomestici hanno la stessa incidenza. In genere il condizionatore e il boiler sono quelli che gravano maggiormente, perché assorbono più corrente, originando così consumi elevati.
Sulla base di queste considerazioni è possibile procedere autonomamente al conteggio dei consumi, avuto riguardo alla potenza dell’elettrodomestico. Il motore degli apparecchi, infatti, genera una potenza specificata in Kilowatt, unità di misura che si basa sul Watt. Questo implica che 1000 Watt equivalgano a 1 Kilowatt. Queste misure vanno tenute distinte dal Kilowattora, il cui simbolo è kWh, che esprime il lavoro svolto dall’elettrodomestico nell’arco di un’ora e rapportato a 1 Kilowatt.

Tutti gli elettrodomestici presentano un adesivo che specifica la potenza con i simboli W o KW, rispettivamente Watt e Kilowatt. Per calcolare il consumo serve conoscere la potenza e moltiplicarla per il numero di ore in cui l’elettrodomestico resta in funzione. Si preda, ad esempio, il caso di un comune phon per capelli, la cui potenza è di 1800 Watt. Supponendo che rimanga accesso per 2 ore alla settimana, alla massima velocità, sarà semplice conteggiare quanto effettivamente consuma. Basta solo moltiplicare i Watt (1800) per le ore (2), ovvero 3600 Watt, quindi dividere per 1000 e ottenere il risultato: 3,6 kWh.
Questo calcolo non tiene conto del fatto che vi sono le fasce orarie in cui il prezzo dell’elettricità varia e che gli elettrodomestici non lavorano sempre alla medesima potenza. Quest’ultima può essere impostata dall’utente, ma spesso è lo stesso funzionamento dell’apparecchio a mutarla in automatico. Si pensi alla lavatrice che all’inizio del ciclo assorbe maggiore potenza rispetto a quando esegue lo scarico. Di fronte a queste situazioni il calcolo proposto non si rivela molto utile, in quanto il risultato rimane impreciso. Per ovviare a queste situazioni e ottenere una stima esatta sul consumo è possibile ricorrere a strumenti di misurazioni molto affidabili. Si tratta di misuratori di corrente che danno informazioni in tempo reale e che si connettono al contatore o al quadro elettrico. I modelli più sofisticati permettono anche di memorizzare i dati rilevati. Sono apparecchi disponibili per tutte le tasche e che aiutano davvero a consumare di meno, nonché a evitare gli sprechi e fare un uso ragionato dell’energia elettrica.