Possono essere diversi i motivi che spingono un consumatore a scegliere di recedere da un contratto di fornitura. Tra questi, la comparsa di offerte più convenienti o il trasferimento sono i più comuni.

Chi sceglie di cambiare fornitore di servizi quali luce e gas non solo può farlo quando desidera, ma nel farlo è anche tutelato: la legge, infatti, prevede che  in ogni contratto siano previste e vengano riportate chiaramente le modalità di recesso.

In seguito alla liberalizzazione del mercato dell’energia sono sempre più numerose le società fornitrici di luce e gas che, in vista dell’elevata concorrenza, hanno scelto di ricorrere a pratiche commerciali piuttosto aggressive. 

Ciò, soprattutto negli ultimi anni, ha generato situazioni spiacevoli nelle quali molti consumatori, in seguito alla stipula di contratti indesiderati o cambi di fornitura mai richiesti, si sono ritrovati. 

Per tutelare i consumatori è stato istituito il diritto di ripensamento, che consiste nella facoltà da parte del consumatore di recedere il contratto senza oneri, estinguendone tutte le obbligazioni che ne derivano. Il consumatore, grazie a questo diritto, ha 14 giorni di tempo per annullare il contratto, senza alcuna motivazione e senza nessun costo aggiuntivo.

Leggermente differente dal diritto di ripensamento è il diritto di recesso, ovvero il diritto del consumatore di sciogliere unilateralmente un contratto di acquisto di un bene o di un servizio, concluso a distanza, o fuori dai locali dell’esercizio commerciale.

Si tratta di una clausola contrattuale che dà la possibilità di rescindere o chiudere in anticipo il contratto di fornitura di energia elettrica e/o gas metano.

Il recesso può essere esercitato sia da parte del gestore che da parte del cliente finale, secondo quanto specificato nel contratto di fornitura e indipendentemente dalla modalità con cui questo è stato stipulato.

Il diritto di recesso può essere connesso nel momento in cui si cambia fornitore oppure alla disattivazione del punto di prelievo.

Nel caso di recesso contratto fornitura servizi, il cliente è libero di recedere in qualunque momento, sia che egli si trovi in regime di libero mercato sia che si trovi in regime di maggior tutela.

In base alle norme europee relative al mercato dell’energia, il consumatore deve essere sempre libero di scegliere un nuovo fornitore con cui stipulare un nuovo contratto e può chiudere il contratto con quello precedente, che nessun caso si può opporre alla scelta del cliente.

Vediamo in dettaglio il diritto di recesso contratto fornitura energia elettrica.

Differenza tra disdetta e recesso

Per non incappare in problematiche spiacevoli, è necessario rendere chiara la differenza tra disdetta e recesso.

Nonostante il termine disdetta venga spesso utilizzato come sinonimo di recesso, i due concetti sono ben separati e distinti, proprio poiché producono effetti diversi.

Se un consumatore, quindi, decide di svincolarsi dagli obblighi di un contratto, quale tra le due azioni deve preferire? Disdetta o recesso?

In genere, per disdetta si intende la facoltà di liberarsi da un contratto al fine di sottrarsi ai suoi effetti e venir meno agli obblighi assunti.

Il recesso, invece, è il diritto di una delle parti a sciogliere anticipatamente un contratto ancora in corso, prima cioè della sua scadenza naturale.

Ciò che comunemente viene detto “disdetta”, altro non è che il recesso unilaterale dal contratto. Per esercitare questo diritto è necessario che il recesso sia espressamente previsto nel “contratto di durata”, ovvero quel tipo di contratto che non si esaurisce in una singola prestazione come la vendita.

Nel contratto di durata le prestazioni si ripetono nel tempo, come per esempio una fornitura di elettricità in un’abitazione.

Lettera di disdetta contratto energia elettrica

Nel momento in cui un cliente decide di recedere da un contratto di fornitura di energia elettrica, è buona cosa che egli conosca tutte le procedure necessarie da seguire.

Per richiedere la chiusura del contratto con l’azienda (o aziende, se luce e gas vengono erogati da due fornitori diversi) è di fondamentale importanza sapere quali dati verranno richiesti. 

Innanzitutto, i dati anagrafici, l’indirizzo dell’abitazione, i codici PDR e POD, necessari ad identificare l’utente.

La comunicazione della data in cui si vorrebbe concludere il contratto assume uguale importanza, per permettere al cliente di continuare a usufruire dei servizi fino al cambio di gestore o all’arrivo dei nuovi inquilini. Infine, l’autolettura dei contatori per comunicare il consumo effettuato fino al momento della chiusura del contratto.

Per quanto riguarda l’invio della lettera disdetta contratto energia, ogni società prevede modalità differenti.

Sarà necessario, quindi, che il cliente contatti direttamente il proprio fornitore per ricevere le corrette indicazioni e per evitare di commettere errori indesiderati. 

Generalmente è possibile richiedere la cessazione del contratto contattando telefonicamente l’assistenza clienti del fornitore oppure scaricando e inviando l’apposito modulo disdetta fornitura energia elettrica dal sito. 

La comunicazione di recesso deve essere obbligatoriamente inviata tramite raccomandata, in base a quanto stabilito nel contratto di fornitura e secondo modalità che permettono di verificare l’effettiva ricezione della comunicazione di recesso da parte del fornitore.

Sarà compito del fornitore notificare al cliente l’avvenuto ricevimento della richiesta di disdetta di abbonamento e la data di cessazione del rapporto.

Per i fornitori operanti nel libero mercato, ogni compagnia di energia e gas contempla tempistiche e costi differenti per quanto riguarda la disdetta.

Prima di effettuare la richiesta è consigliato ad ogni cliente di controllare nel contratto i tempi di preavviso richiesti. Infrangendoli, infatti, oltre ai costi previsti si rischia di pagare una penale.

Per gli utenti del servizio a maggior tutela il costo della disdetta del servizio luce e gas è, invece, di 23€ e per far sì che venga completata la procedura di disdetta, sarà necessario attendere due giorni.

Digitando online “disdetta energia elettrica modulo” sarà possibile trovare e scaricare gratuitamente alcuni modelli fac simile, utili a capire il modo in cui una richiesta di questo tipo deve essere redatta. 

Nel caso in cui sia il fornitore a voler recedere da un contratto, tocca alla società stessa inviare al cliente finale una comunicazione scritta, secondo le modalità espresse nel contratto.

La comunicazione deve essere inoltrata con un preavviso di almeno 6 mesi, utilizzando un sistema che permetta al gestore di verificare l’avvenuta ricezione della comunicazione da parte del cliente finale. Il termine di preavviso parte dalla data di ricezione della comunicazione di recesso da parte del cliente.

Recesso contratto luce e gas

Nell’ambito dell’energia, luce o gas che sia, è necessario distinguere tra due tipi di disdetta:

la disattivazione, che cessa definitivamente l’utenza e lo switching, ovvero il trasferimento ad un altro fornitore. Ogni cliente può esercitare diritto di recesso per contratto gas e luce in qualsiasi momento, rispettando il termine di preavviso e le modalità stabilite direttamente dall’Autorità.

In caso di switch, per sancire la chiusura dei rapporti col precedente fornitore e il trasferimento al nuovo, è sufficiente sottoscrivere un nuovo contratto col gestore prescelto, il quale provvederà al passaggio dell’utenza. Non serve, in questo caso, inviare una lettera di disdetta. 

In caso di disattivazione, invece, il cliente richiede la chiusura del contatore e la cessazione dell’alimentazione di luce o gas. 

A chi necessita di chiudere la fornitura è consigliato di inviare la lettera di disdetta con richiesta di disattivazione dell’utenza tramite raccomandata a/r, allegando il modulo eventualmente previsto dal fornitore debitamente compilato e indicando un numero di telefono al quale poter essere eventualmente contattati. 

A seconda che la disattivazione riguardi il servizio di luce o gas, sono previsti dei differenti costi di chiusura dell’utenza.

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