Il problema del riscaldamento globale sta avendo ripercussioni sensibili non solo sul Pianeta, ma anche sulla vita quotidiana delle aziende e, in ultima analisi, di ciascuno di noi. Per cercare di limitare i danni e contribuire ad un potenziale miglioramento della situazione attuale, si moltiplicano le iniziative da parte di grandi e piccole realtà che desiderano dare il proprio contributo per un mondo migliore. Tra queste, si distingue un’iniziativa non solo innovativa ma anche smart, capace di unire le nuove abitudini degli utenti sempre più connessi a un nobile intento ambientale. Ecosia, è il nuovo motore di ricerca che si propone di rivoluzionare il mondo dell’eco sostenibilità e dell’advertising online. Scopriamo insieme di cosa si tratta e quali sono le potenzialità di questo strumento. 

Ecosia, motore di ricerca

Ecosia, nuovo motore di ricerca green, è nato nel 2009 e ha tutte le premesse per poter portare il cambiamento nel modo di pensare alla navigazione online. Il suo elemento distintivo – che la differenzia quindi dagli altri noti motori di ricerca – è costituito non solo dai propri server che sono alimentati da energie rinnovabili, ma anche dal fatto che dichiara di devolvere l’80% dei guadagni della propria pubblicità per contribuire alla riforestazione. 

Le lingue disponibili in Ecosia, browser che aspira ad ampliare le proprie competenze, sono italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, olandese e svedese. Il proprietario del nuovo motore di ricerca Ecosia è Christian Kroll il quale ha deciso di devolvere parte dei propri ricavi a West Forest. 

L’occasione del lancio di questo ambizioso progetto è avvenuta in contemporanea con la Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Copenaghen tenuta dall’OBU. La fondazione di questa società risale al 14 dicembre del 2009 grazie alla collaborazione e associazione di Yahoo, Bing e del WWF: in particolare è proprio quest’ultimo partner che si occupa di far arrivare i fondi raccolti ai progetti per la tutela della foresta tropicale.

Il funzionamento di Ecosia è semplice: come ogni motore di ricerca, la principale fonte di guadagno proviene dalla pubblicità (advertising) presente sulle proprie pagine. Queste, a differenza di quanto accade per altri soggetti del mondo dell’advertising, sono alimentate non da normale energia elettrica, ma da fonti rinnovabili (in particolare, pannelli solari). Ecosia, per esplicita ammissione del fondatore e come indicato nella propria mission, si impegna a devolvere l’80% dei proventi raccolti dalla pubblicità online ad associazioni prestabilite che si occupano di ripopolare la foresta pluviale. 

Per comprendere quale sia l’impegno concreto di questa iniziativa, basti pensare che per ogni ricerca realizzata con Ecosia è possibile salvaguardare fino a 2 mq di foresta pluviale. In aggiunta a questo aspetto, è opportuno ricordare come le reti server non siano immuni da emissioni dannose per l’ecosistema: infatti i grandi motori ricerca causano emissioni di CO2 non trascurabili: a titolo esemplificativo si può affermare che ogni ricerca online produce la medesima quantità di anidride carbonica di una lampadina accesa per 60 minuti. 

Inoltre, per dare all’utente un riscontro immediato del proprio contributo alla tutela dell’Ambiente, navigando su Ecosia è possibile scoprire il tempo reale quanti metri quadrati di Foresta Pluviale si stanno salvando: questa informazione è infatti indicata nella barra in alto del motore di ricerca. 

Ecosia funziona 

Ecosia è un progetto molto ambizioso e si scontra con competitor che non solo hanno una storicità alle proprie spalle consolidata, ma che possono contare su una popolarità presso gli utenti difficilmente scalfibile. Tuttavia, il browser green ha “dalla sua” la possibilità di contribuire alla sostenibilità dell’ambiente, un aspetto non trascurabile in termini di brand awareness. 

Per altro, per utilizzare Ecosia è sufficiente scaricare l’estensione compatibile con il tuo sistema operativo (Windows o iOS) e dopo pochi attimi potrai navigare online, sapendo che l’80% della pubblicità online sarà devoluta ad una nobile causa. 

Nonostante la facilità di installazione e di utilizzo, non sorprende trovare risultati di ricerca “Ecosia funziona” o “Ecosia opinioni”: la risposta è semplicemente si, funziona. Del resto, non si tratta del primo progetto che si prefigge come scopo quello aiutare l’ambiente: tra questi come non ricordare la versione black di Google con la quale Mountin View proponeva lo sfondo scuro del browser per evitare inutili sprechi energetici. 

A conferma dell’utilità di Ecosia ci sono i più di 3 milioni di utenti attivi su questo motore di ricerca che hanno contribuito a piantare quasi 7 milioni di alberi: circa un albero ogni 10 secondi

Come ha fatto Ecosia a realizzare questo progetto? Il segreto della sua riuscita risiede nel fatto che i Server Ecosia sono alimentati grazie a fonti di energia rinnovabile.  

Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è un tema di grande attualità, in quanto costituisce uno degli strumenti per cercare di tutelare il nostro Pianeta che vive un periodo di grande difficoltà. 

Prima di conoscere quali siano le principali fonti rinnovabili dalle quali poter trarre energia elettrica, è opportuno chiarire cosa indichi questo concetto. Infatti, con il termine “fonti rinnovabili” si identificano tutte quelle forme di energia che vengono generate, per loro caratteristica intrinseca, in maniera continua e non esauribile. Ne consegue che spesso il loro impiego non pregiudica le risorse naturali messe a disposizione da Madre Natura per le generazioni future. 

Ecosia ha saputo cogliere l’importanza delle fonti rinnovabili e ha strutturato il proprio progetto affinché i propri server – ossia le “macchine” che si trovano alla base del funzionamento del motore di ricerca – siano alimentati da risorse rinnovabili. Si tratta di una caratteristica fondamentale e che distingue questa iniziativa da quella di alcuni concorrenti sul mercato che, ancora oggi, utilizzano le tradizionali modalità di produzione di energia elettrica. 

In particolare, il fondatore Christian Kroll ha predisposto il proprio stabilimento affinché potesse ospitare un numero sufficiente di pannelli solari per poter garantire l’approvvigionamento costante dei server, garantendo un’esperienza di ricerca all’utente di qualità e senza problemi di navigazione. 

Nonostante gli interrogativi posti dalla community del web circa il primo motore di ricerca green siano ancora numerosi, l’idea rivoluzionaria ha portato concreti risultati, contribuendo in maniera pragmatica alla risoluzione del problema della deforestazione causata dal cambiamento climatico.