Il crescente interesse vero il settore delle energie rinnovabili richiede sempre maggiori investimenti: questi non riguardano solo tecnologie o materiali, ma anche risorse umane. Ingegneri giovani, che hanno maturato considerevoli esperienze anche all’estero su mercati dove le rinnovabili rappresentano già una realistica realtà: Scandinavia, Islanda. Tra e aziende che si impegnano in questi ambiziosi progetti non poteva mancare ENEA.

Progettisti che siano in grado di portare progetti fino a oggi concentrati solo ed esclusivamente sullo sfruttamento degli idrocarburi fino alla soglia di impatti ambientali sempre più bassi. La vera sfida si gioca sulle risorse umane e sulla loro lungimiranza. Ed è per questo che Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile ha stanziato quasi mezzo milioni di euro in investimenti destinati alle energie verdi e 280 assunzioni di personale specializzato in questo settore. 

ENEA, tra innovazione e progresso tecnologico

Si tratta di un passo importante e significativo verso l’innovazione e di trasferimento tecnologico. La notizia è stata ufficializzata dall’Enea insieme alla delibera del Piano triennale di attività per il triennio 2020-2022, il principale documento programmatico di carattere strategico dell’agenzia.

Federico Testa, presidente dell’ENEA, ha salutato il piano e i suoi prossimi passi con grande soddisfazione: “Per noi è un momento di grande importanza, si parla sempre di più di auto ibride ed elettriche ma anche di energia pulita nelle nostre abitazioni. Il percorso è sicuramente ancora lungo e necessita di investimenti importanti e di progetti concreti ma questo ci permette anche di pensare con creatività al futuro e a qualche soluzione che possa essere davvero rivoluzionaria. 

Vecchi distributori diventano nuove batterie per l’elettrico

Testa ha parlato per esempio della riconversione dei vecchi impianti di distribuzione di benzina e gasolio che in molte città sono in dismissione in punti di distribuzione elettrica connettendovi decine e decine di colonnine. Questo potrebbe ridurre i costi rilevanti di bonifica degli impianti spesso su terreni compromessi e impregnati di idrocarburi.

Costi importanti che vanno dai 50mila euro per una bonifica superficiale (nel caso non ci sia inquinamento in falda) fino a mezzo milione di euro per quelle più profonde. Testa ha sposato questo progetto con grande entusiasmo: “Bisogna rifare e ripensare le reti di distribuzione nelle città, ma questo vuol dire mettere in campo investimenti che finiscono in bolletta come costi e visto che le bollette italiane sono già tra le più elevate in Europa, allora immaginiamo qualcosa, ad esempio nei vecchi distributori di benzina mettiamo al posto della cisterna delle superbatterie che consentano una ricarica veloce senza intervenire sulle reti di distribuzione e senza pesare sulle bollette”.

Una carica di ore in pochi minuti

Federico “Chicco” Testa ospite dell’evento Federmanager prosegue su quelli che potrebbero essere i prossimi investimenti di Enea: “Per gestire questa colonnina bastano uno, due addetti con batterie stazionarie alimentate in media tensione, che consentano di ridurre considerevolmente il pieno elettrico di auto che in una stazione normale, a casa, potrebbe costare diverse ore. E con questa particolare struttura potrebbero invece essere completati in pochi minuti”. Il cuore di queste nuove stazioni di distribuzione ospiterebbe una batteria da 30 MegaWatt. 

Nuove assunzioni per nuovi progetti

L’ENEA continua a lavorare su molti settori di grande progresso e di estremo interesse: l’efficientamento energetico, la decarbonizzazione dell’economia, la sicurezza del territorio, i beni culturali, la mobilità sostenibile, rifiuti, la smart city, le misure di adattamento e di contrasto ai cambiamenti climatici, l’economia circolare e, infine ma anche l’organizzazione logistica delle spedizioni scientifiche in Antartide.

Sicuramente uno dei progetti europei più ambiziosi in questo campo, con 600 milioni di euro di investimenti e ricadute positive sia sul Pil nazionale che sull’economia italiana, insieme alla creazione di 1500 posti di lavoro, tra scienziati e tecnici, in aggiunta alle 280 assunzioni. L’impatto sul Pil è stimato intorno ai 2 miliardi di euro e sarà anche l’occasione di attrarre ricercatori e scienziati provenienti da tutto il mondo. Una sfida sicuramente difficile, che mette insieme ricerca e innovazione, ma in direzione della sostenibilità e dell’ambiente. Un’iniziativa contro la fuga dei cervelli e che, in un momento così delicato per il nostro Paese a fronte dell’emergenza Coronavirus, può rappresentare una grande opportunità per l’Italia, ma soprattutto per i cittadini.