Da diverso tempo si parla di banche più o meno sensibili alle politiche ambientali: ci sono istituti di credito che per statuto investono in fondi, finanziamenti e prestiti quasi esclusivamente destinati a progetti ambientalmente sostenibili. Ma questo tipo di scelta sta diventano sempre più attuale anche per le grandi banche di investimento, anche quelle americane. L’ultimo caso riguarda un autentico colosso.

Goldman Sachs investirà 750 miliardi in dieci anni per progetti sostenibili

Il colosso Goldman Sachs, compagnia finanziaria e assicurativa con oltre 150 anni di storia, quotata a Wall Street e forte di un patrimonio che sfiora i mille miliardi di dollari, ha annunciato proprio questa settimana la sua decisione di investire non meno di 750 miliardi di dollari in dieci anni totalmente dedicati a progetti destinati a fronteggiare il riscaldamento globale. Si tratta di una presa di posizione importante da parte del gruppo che oggi conta circa 37mila dipendenti nel mondo. Anche perché va ricordato che Goldman Sachs è stata una generosa donatrice per finanziare la corsa dell’attuale presidente Donald Trump alla Casa Bianca e la posizione di Trump nei confronti dell’ambiente e degli ambientalisti è ben nota.

Tuttavia i vertici di Goldman Sachs sono stati molto attenti a non indispettire l’uomo più potente del mondo con le loro dichiarazioni e lo stesso Trump si è dichiarato “sollevato” nel sapere che un istituto di credito così forte e prestigioso affiancherà le campagne ambientali statunitensi “che sono indispensabili”, ha aggiunto il presidente.

Investimenti nelle aree a rischio e tra le face più povere

Goldman Sachs in questo momento è forte uno degli istituti di credito più rispettati e importanti del mondo: per due anni era stato guidato da Mario Monti, in seguito presidente del consiglio. I 750 miliardi che la banca vuole investire saranno spalmati nel corso degli anni, dieci per lo meno e serviranno a finanziare progetti sostenibili per la fornitura di corrente ed energia civile e industriale a basso costo e a zero impatto ambientale. Il progetto segue di pari passo il disegno di molte città che stanno cercando faticosamente di rientrare dai vincoli imposti da gas e carbone.

I primi a beneficiare di questi finanziamenti saranno soprattutto i meno abbienti: “Abbiamo pensato a questi finanziamenti come a una risorsa per andare incontro a chi ha bisogno di energia ma non può certo pagare l’adeguamento degli impianti – dice David Solomon, amministratore delegato della banca – da quando abbiamo lanciato l’iniziativa abbiamo ricevuto decine di progetti interessanti che meritano di essere sostenuti e seguito. Ci sono almeno cinque aree degli Stati Uniti che rischiano di più in questa fase di transizione verso il riscaldamento globale: sarà proprio in queste che investiremo il nostro denaro per produrre energia pulita ed economica, trasporti sostenibili e affiancare quanto vogliono ancora vivere di agricoltura e allevamento senza cedere alle logiche di mercato più aggressive e rischiose”.

Quando i politici non si mettono d’accordo e le banche prendono l’iniziativa

Il segnale di Goldman Sachs è indubbiamente molto significativo in un paese che ha comunque bisogno di risorse: “È inutile nascondere al pubblico e ai nostri investitori che anche noi siamo molto preoccupati per la situazione e che di conseguenza ci sentiamo nell’obbligo di fare qualcosa – conclude Salomon – per fortuna il nostro istituto ha le spalle larghe, solide basi e la profonda convinzione che qualcosa debba essere fatto e che debba essere fatto in fretta per cui un ruolo come il nostro o quello della grandi istituzioni finanziarie sarà decisivo”. La decisione di Goldman Sachs arriva a poche ore dal fallimento delle trattative di Madrid durante il COP25 nel quale i paesi riuniti non sono riusciti a trovare un accordo ponte per ridurre le quote di CO2 nell’atmosfera a seguito del trattato di Parigi”.

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