Negli ultimi mesi l’opinione pubblica e l’attenzione dei politici si è rivolta soprattutto all’inquinamento ambientale e all’agenda di impegni che i principali stati dell’Unione Europea si sono impegnati a rispettare. Ma è davvero l’unica forma di inquinamento? Purtroppo, no! L’inquinamento acustico, secondo una recente analisi, comporta 12mila morti ogni anno.

Inquinamento acustico, i dati da non sottovalutare

Basandosi si una recente analisi dell’OMS, l’inquinamento acustico provocherebbe ben 12.000 decessi prematuri e contribuirebbe all’insorgere di circa 48.000 casi di cardiopatia ogni anno in Europa. È stato stimato, inoltre, che oltre 22 milioni di persone soffrono di un fastidio cronico legato al rumore proveniente dal rumore esterno alla propria abitazione e, di conseguenza, 6.4 milioni soffrano di disturbi cronici del sonno.

Le principali cause dell’inquinamento acustico

Il principale responsabile dell’inquinamento acustico sarebbero gli aerei: come viene rivelato nel recente Rapporto 2020 rilasciato dall’Agenzia dell’Europa per l’Ambiente la prossimità con questi velivoli comporterebbe notevoli conseguenze non solo sugli adulti, ma anche sui bambini. Questi, infatti, presenterebbero difficoltà nella lettura e nell’apprendimento a fronte di una prolungata esposizione al rumore degli aeroplani.

Per evitare di incorrere in questo genere di problematiche è prima di tutto preferibile evitare di trascorrere lunghe giornate esposti al rumore degli aerei: qualora si disponga di un’abitazione nei pressi di un aeroporto è preferibile evitare di trascorvi troppo tempo, soprattutto se si è in compagnia dei più piccoli.

In alternativa, è opportuno valutare un sistema di insonorizzazione delle stanze – almeno quelle in cui si è soliti riposare la notte – per garantire una qualità del sonno minima ad adulti e più piccoli. I sistemi di insonorizzazione sono spesso garantiti all’interno di edifici nuovi che sorgono in prossimità di aeroporti.

Principali conseguenze dell’inquinamento acustico

L’esposizione prolungata ad una fonte di inquinamento acustico comporta delle gravi conseguenze non solo sulla salute degli adulti, ma anche die bambini. In particolare:

  • Riduzione della qualità del sonno: è stato dimostrato come una prolungata esposizione alle fonti di inquinamento acustico – soprattutto degli aerei – possa comportare delle problematiche relative al sonno. Questo si traduce non solo in una maggiore difficoltà nel prendere sonno, ma anche nel mantenersi addormentati durante la giornata e sulla conseguente sensazione di benessere il giorno seguente. La qualità del sonno è infatti un aspetto fondamentale soprattutto per i bambini che, come è noto, troppo spesso soffrono autonomamente di disturbi del sonno, svegliandosi più volte durante la stessa notte.
  • Acufene: una prolungata esposizione al rumore degli aeroplani e dei treni in prossimità dei passaggi a livello può portare ad una sensazione di spiacevole ronzio nelle orecchie. In caso questi sintomi dovessero persistere si suggerisce di consultare un medico.
  • Irascibilità: questa conseguenza è tra le più comuni e può essere riscontrata non solo nei bambini, ma anche negli adulti che si espongono a fonti acustiche spiacevoli. Nei più piccoli diventa ancora più evidente durante le ore notturne.

Per scoprire se si è in una zona in cui l’inquinamento acustico non è sostenibile è opportuno richiedere il sopralluogo di un esperto che possa misurare l’effettivo livello di rumori fastidiosi. Infatti, la percezione del rumore è costituita in ampia parte da una componente soggettiva dettata da fattori quali l’età e la presenza o meno di patologie legate all’apparato uditivo.

Inoltre, non bisogna sottovalutare la componente oggettiva dell’inquinamento acustico: il suono viene infatti usualmente misurato in volume, determinato da altezza e ampiezza della lunghezza d’onda.

Normalmente, l’orecchio umano può comprendere i suoni compresi tra 0 dB e circa 140 dB, intendendo che i suoni tra 120 dB e 140dB possono provocare conseguenze importanti sulla salute delle orecchie. Per avere un’idea delle lunghezze d’onda che sono considerata confortevoli, basti pensare che nelle biblioteche ci sono 35 dB, mentre nella metropolitana 85 dB.