Il concetto di riciclaggio, e dunque di riutilizzo dei materiali in qualsiasi forma e modalità, anche creativa, è ormai davvero acquisito a tutti i livelli. Persino nelle scuole elementari, anche in Italia, è sempre più comune vedere bambini piccolissimi che sanno esattamente come funziona il riuso dei materiali e come comportarsi di fronte a qualcosa da buttare nella spazzatura. Insegnamenti fondamentali che non si dimenticano più e che, come dimostrato, possono cambiare la nostra vita di tutti i giorni e forse anche le scelte future in modo sempre più consapevole.

Italia, medaglia d’oro nel riuso dei materiali

Il nostro paese deve salutare con particolare soddisfazione il fatto che secondo le stime Eurostat, e dunque dati non solo credibili, ma certificati, l’Italia tra il 2010 e il 2017, è stato il paese europeo che ha aumentato di più la percentuale di materiali recuperati e riusati nella produzione di nuovi beni. Un dato già estremamente importante e significativo e che, tuttavia, va interfacciato con le stime nazionali che sia per il 2018 che per il 2019 parlano di un ulteriore incremento. L’Italia ha fatto registrare un incremento del 6% che è davvero considerevole se paragonato a dati di altri paesi più grandi del nostro o con una cultura nel riciclaggio più consolidata.

La classifica europea del riuso

L’Italia, in questa speciale classifica continentale è seguita da Lettonia, Belgio, Austria e Paesi Bassi che hanno registrato un incremento del 5% ciascuno. Ma a impressionare, purtroppo in senso negativo, sono i paesi che hanno fatto peggio: il Lussemburgo (-15%), la verde Finlandia (-11%). L’Italia si conferma anche tra i primi paesi europei per riuso dei materiali nel ciclo produttivo (17,7%), dopo il Belgio (17,8%), Francia (18,6%) e Olanda (29,9%). Questo dato è ancora più significativo perché significa che i materiali non solo vengono raccolti e riconvertiti ma riutilizzati in modo funzionale per una ulteriore e successiva riconversione.

I prossimi passi

C’è da registrare anche un accordo molto importante che è stato siglato pochi giorni fa dal ministro Sergio Costa a margine del Consiglio ambiente di Bruxelles con il quale l’Italia aderirà al patto europeo per l’implementazione del riuso e del riciclo della plastica che a oggi è in assoluto uno dei materiali che più si presta a un riutilizzo soprattutto di carattere industriale. All’incontro era presente anche Greta Thunberg, che ha aperto i lavori del Consiglio con una breve relazione e, nella speranza che l’emergenza coronavirus si interrompa quanto prima, il ministro ha approfittato dell’occasione per invitare anche Greta alla COP, la conferenza delle parti dei giovani sul clima che è prevista a Milano per fine settembre.

Greta verrà di nuovo in Italia

Greta Thunberg ha accettato con entusiasmo l’invito: “So quanto i giovani italiani stanno lavorando per il loro futuro e sono molto felice di potere tornare a trovarvi” ha detto la giovanissima opinion leader al ministro Costa. “Non dobbiamo limitarci solo a criticare e a sottolineare i problemi – ha aggiunto Greta – dobbiamo anche sapere riconoscere i progressi che vengono registrati e sul fronte del riuso dei materiali, in particolare della plastica, si stanno facendo molti passi avanti. Ma non abbassiamo la guardia…”

Il COP giovani di Milano

L’evento di settembre prevede la presenza di oltre 400 giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni provenienti dai 197 Paesi che fanno parte della Convenzione Unfccc: l’inizio dei lavori, tre giorni di meeting, dibattiti e incontri al massimo livello, è fissato per il 28 settembre. In Italia sul riuso dei materiali sono stati fatti passi significativi soprattutto in occasione dei grandi esempi, come per esempio i concerti dove con pochi investimenti sono stati creati punti di raccolta ad hoc per carta, biodegradabile, plastica e vetro che hanno portato non solo risparmio in termini di smaltimento ma anche valore sotto l’aspetto del riutilizzo.

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