Non ha rischiato di dover rinunciare alla notte degli Oscar, ma Joaquin Phoenix ha trascorso qualche ora in stato di fermo. Arrestato, assieme ad altre 146 persone e con compagni di eccezione come Jane Fonda e Martin Sheen. Nessun colpo di testa da parte del candidato all’Oscar per la straordinaria interpretazione di Joker, film ormai diventato un cult e sembrerebbe destinato a fare incetta di statuette. 

La protesta di Capitol Hill con Jane fonda e Martin Sheen

Il popolare attore, con i suoi straordinari compagni di avventura, si trovavano davanti a Capitol Hill, a Washington DC per manifestare a sostegno dell’ambiente e contro il riscaldamento globale. Una manifestazione che per Jane Fonda è un appuntamento fisso del venerdì. 

Phoenix e Sheen si sono appassionati al tema, forse anche troppo, al punto che dovranno rispondere di assembramento non autorizzato, ostruzione e intralcio alla pubblica sicurezza. Sono queste le accuse che le autorità di polizia di Washington muovono nei confronti dei popolari attori. Per Jane Fonda non è la prima volta: è stata già arrestata in più occasioni e subito rilasciata. 

Nell’ultima manifestazione anche Joker si è calato nel ruolo di paladino dell’ambiente, arringando la folla che si era radunata numerosa, anche per la curiosità suscitata dai protagonisti della manifestazione. Per Joaquin Phoenix cruciale è la produzione industriale di carni e derivati del latte, individuata tra le principali cause dei danni al clima. 

E molto accorato è stato il suo appello a scegliere in maniera più consapevole cosa mangiare per aiutare la battaglia contro il riscaldamento globale. Per Phoenix magari non è possibile evitare di utilizzare mezzi di trasporto considerati impattanti, come un aereo, ma è sicuramente nelle nostre facoltà la scelta su cosa mangiare e cosa escludere per contribuire a ridurre le emissioni dannose per l’ambiente. 

Joaquin Phoenix e l’impegno delle celebrities di tutto il mondo per la difesa dell’ambiente

Quella del 10 gennaio scorso è forse il primo grande exploit civile di Joaquin Phoenix, candidato all’Oscar come miglior attore protagonista, ma il popolare attore è da anni un animalista convinto, un vegano dichiarato e un attivista impegnato per la tutela dell’ambiente. 

Lo dimostra in tutte le occasioni possibili, come nell’ultima cerimonia per l’assegnazione del Golden Globe. ritirando il prestigioso premio, considerato l’anticamera degli Oscar, Phoenix nel suo discorso ha invitato a preoccuparsi degli incendi che stanno assediando l’Australia dall’estate scorsa e che occorre fare molto più di quanto si stia facendo. 

L’impegno di tante celebrities, di tanti divi di Holliwood, protagonisti dello star system, è diventato ormai “virale”. La campagna di raccolta fondi per sostenere la lotta ai roghi australiani ha scatenato una sorta di gara nelle donazioni in denaro. E Phoenix è tra questi, ma non è il più “generoso”. Svetta su tutti Leonardo Di Caprio, che ha donato una cifra record: ben 3 milioni di dollari. 

Un gesto che ha sensibilizzato anche altri attori come Russel Crowe, Nicole Kidman, e cantanti come Elton John e Kylie Minogue, il pilota di Formula 1 Lewi Hamilton, mentre altri artisti si dichiarano pronti a scendere in campo con un concerto in memoria delle vittime degli incendi australiani, per devolvere il ricavato alla causa. Joaquin Phoenix e gli altri “colleghi” sostengono di poter spendere il loro nome per sensibilizzare l’opinione pubblica e contribuire notevolmente alla formazione di una nuova cultura ambientale, sicuramente come sta facendo la giovanissima studentessa svedese Greta Thunberg. 

Posizioni che non sono esenti da critiche,soprattutto via social. I profili Facebook, Instagram e Twitter delle celebrities come Phoenix diventano punti di aggregazione per chi vuole sostenere la battaglia contro il cambiamento climatico, ma attirano anche gli immancabili haters che non lesinano critiche ai vip per aver scelto temi che restituiscono grande popolarità e magari aiutano a promuover film, concerti, e quant’altro. 

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