Il blackout è un’espressione utilizzata per indicare la mancanza o interruzione della fornitura di elettricità attraverso la rete elettrica, in un’area più o meno vasta e densamente abitata. Viene definito blackout quando la sua durata temporale è significativa ed è tale da causare problemi alle attrezzature di una civiltà industriale.

L’energia elettrica è fondamentale per l’essere umano. Al giorno d’oggi sono tantissime le attività che avvengono grazie all’apporto di energia costante, come accendere la luce, guardare la televisione, aprire un cancello automatico e caricare la batteria dello smartphone. 

Mancanza di energia elettrica, cosa fare?

Per il criterio economico, definire l’energia elettrica un bene di prima necessità non è ancora possibile ed è una fonte di energia secondaria, poiché in natura può essere generata solo dai fulmini. Nei confronti di altre risorse energetiche, l’energia elettrica offre diversi vantaggi, tra cui la facilità di essere trasportata anche a lunghe distanze, tramite cavi conduttori e la possibilità di essere trasformata in altre forme di energia. 

La maggior parte dei dispositivi, dalla lampadina al frigorifero, per poter essere utilizzati devono essere necessariamente collegati ad una rete elettrica e devono ricevere energia sufficiente a svolgere il proprio lavoro.

L’energia elettrica è impossibile da immagazzinare e il modo migliore per risparmiare energia è quello di non disperderla.

Affrontare un’interruzione di energia elettrica non programmata o blackout inaspettato rappresenta una situazione decisamente scomoda, specialmente se l’interruzione di corrente avviene nel mentre di una particolare attività o lavoro.

L’isolamento dovuto ad una mancanza energia elettrica rappresenta un vero e proprio disturbo per le molte persone che si trovano a dover gestire questo tipo di emergenza, poiché se prolungato, può causare una serie di situazioni sgradevoli e pericolose.

Le lunghe ore passate al buio possono diventare estremamente noiose, ma se si pensa a un blackout in pieno inverno, oltre alla noia si dovrebbe far fronte a problemi di un altro tipo, che potrebbero compromettere la salute e la sicurezza delle persone all’interno di un edificio.

I pericoli e i disagi legati a un’assenza di corrente sono diversi e tra questi è possibile trovare, per esempio, l’interruzione di acqua corrente. Quando il riscaldamento è fuori uso, sono le tubature a trovarsi maggiormente esposte al congelamento e anche se si dovesse disporre di un impianto di riscaldamento ad olio, l’assenza di corrente può provocare danni e far scendere vertiginosamente le temperature.

Un tubo congelato o scoppiato può compromettere l’accesso diretto all’acqua corrente e, in caso di blackout, si consiglia di lasciare leggermente aperto il rubinetto per impedire che si crei un’eccessiva pressione nelle tubature.

L’interruzione energia elettrica può essere di due tipi: programmata per ragioni di servizio, ovvero organizzata in caso di interventi di manutenzione necessari sulla rete di distribuzione, che vengono comunicati per tempo; o in caso di oggettivo pericolo.

Nell’ultimo caso le eventuali interruzioni non possono essere imputabili al fornitore di energia; per questo, eventuali reclami vanno inoltrati direttamente al distributore di zona.

Ma chi chiamare in caso di blackout? Sono numerosi i numeri verde da chiamare in caso di interruzione di corrente elettrica, ma è meglio conoscere quali sono le modalità richieste da ogni distributore o fornitore.

Guasti energia elettrica

I motivi più ovvi capaci di causare guasti rete elettrica possono essere l’utilizzo in contemporanea di tanti elettrodomestici o, semplicemente, un mancato pagamento della bolletta.

L’interruzione corrente può essere legata anche a un guasto più importante che interessa direttamente l’impianto, a lavori programmati dal distributore nella zona colpita o a un guasto diffuso sulla rete elettrica.

Quando manca la corrente, i guasti che la provocano possono essere di due tipi: possono avvenire sulla rete elettrica di trasmissione nazionale e sulla rete elettrica di distribuzione.

In caso di interruzione di energia elettrica, l’Autorità ha previsto dei rimborsi per i clienti, da erogare direttamente nelle bollette degli utenti colpiti dai disagi.

Le interruzioni possono essere di vari tipi e in certi casi le responsabilità possono essere attribuite al distributore. 

  • Se la fornitura si interrompe per colpa del distributore: sarà quest’ultimo a dover risarcire i clienti di eventuali rimborsi;
  • Se l’interruzione avviene con preavviso: in caso di interventi di manutenzione programmati sarà compito del distributore avvisare i clienti interessati con un certo anticipo, ovvero almeno 24 ore in caso di guasti o emergenze, oppure almeno 2 giorni lavorativi in tutti gli altri casi. Al termine degli interventi, la fornitura dovrà essere ripristinata entro un massimo di 8 ore consecutive;
  • Se l’interruzione avviene senza preavviso: significa che le interruzioni non sono dovute ad interventi programmati e possono essere di tre tipi: lunghe, se superiori a 3 minuti; brevi, se la loro durata è tra il secondo e i 3 minuti e transitorie, se minori di u secondo;
  • Se l’interruzione è causata da maltempo e blackout, sarà l’Autorità a dover prevedere ed erogare i rimborsi, che dovranno essere erogati direttamente nella prima bolletta utile dopo 60 giorni dall’interruzione.

Cosa fare quando salta la corrente

Sapendo che i blackout che si verificano su rete nazionale non sono considerati interruzioni senza preavviso, chi chiamare quando salta la corrente?

Quando la fornitura è erogata con continuità dal distributore locale, essa può essere interrotta per ragioni di servizio o in situazioni di oggettivo pericolo; eventuali reclami non vanno imputati al fornitore di energia, ma inoltrati direttamente al distributore commerciale.

Sapere come agire quando salta la corrente è necessario innanzitutto per trovare al più presto una soluzione che non comprometta la propria sicurezza e, in secondo luogo, per segnalare mancanza corrente a chi di dovere, se ciò è richiesto.

Se è saltata la luce, esistono informazioni e numeri utili da conoscere e tenere a mente se ci si dovesse trovare in una situazione così spiacevole. In caso di blackout, infatti, è importante ricordarsi che chiamare i vigili del fuoco non è la soluzione più adatta, a meno che una persona si trovi in pericolo di vita.

Chi ripara i guasti è il distributore, che rappresenta l’ente responsabile del trasporto della corrente elettrica dal fornitore alla rete privata.

Il somministratore è colui che si impegna a soddisfare i bisogni futuri del somministrato e si assume anche i rischi della fornitura. Ad egli è affidato l’importante compito di effettuare tutte le manutenzioni necessarie sull’infrastruttura, che è composta soprattutto da centraline, cavi e tralicci.

Senza corrente, chi chiamare? In caso di guasti sulla linea pubblica chi deve rispondere immediatamente su tutto il territorio nazionale è Enel Distribuzione e Terna. Il numero verde da chiamare è 803 500 per tutti, a prescindere dal contratto di fornitura. 

Sospensione energia elettrica senza preavviso

In caso di interruzione del servizio, ai sensi dell’art. 1218 e 1453 c.c. l’utente ha diritto al risarcimento dei danni, fatta eccezione per un inadempimento verificatosi in caso di impossibilità, per il somministratore, di procedere all’erogazione di corrente per cause a lui ignote.

Il risarcimento avviene e deriva unicamente da negligenza del distributore.

In casi normali, la sospensione corrente elettrica ha luogo se l’utente risulta moroso; altrimenti, l’unico responsabile di un’interruzione della fornitura è il distributore.

L’AEEGSI, ovvero l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico, ha fissato degli standard generici, il cui mancato rispetto comporta l’addebito di penali a carico dei distributori.

Quando le interruzioni vengono causate per interventi di manutenzione programmati sulla rete di distribuzione, i fornitori devono avvisare i clienti con un anticipo di 24 ore, in caso di interventi dovuti a guasti o emergenze, altrimenti con un anticipo di 2 giorni lavorativi in tutti gli altri casi.

Ogni comunicazione deve contenere tutte le informazioni fondamentali e specifiche, come data, ora e minuto d’inizio, ora e minuto di conclusione dell’interruzione e data di comunicazione del preavviso.

Se le precedenti regole non vengono rispettate, il cliente ha diritto a un risarcimento automatico di 30€, che aumenta di 15€ per ogni ulteriori 4 ore di interruzioni, fino a un massimo di 300€.

Se i guasti luce avvengono senza preavviso, il tempo massimo di ripristino dipende dal Comune e può cambiare in base al numero di abitanti della zona.

Con più di 50.000 abitanti, non si devono superare le 8 ore consecutive; per zone con più di 5000 ma meno di 50.000 abitanti, non si devono superare le 12 ore consecutive; con meno di 5000 abitanti, non si devono superare le 16 ore consecutive.

In questi casi, per ottenere un risarcimento, non è necessario inoltrare una richiesta e gli indennizzi saranno erogati in bolletta entro il primo ciclo di fatturazione utile.

Attenzione però: se non si è in regola con i pagamenti delle bollette, il venditore non è tenuto a corrispondere alcun indennizzo.

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