Nelle ultime settimane l’emergenza sanitaria è diventata priorità per l’ONU e della maggior parte dei paesi del globo. Altra grande problematica che non deve rischiare di essere posta in secondo piano è però l’emergenza climatica, l’attenzione non deve essere distolta dall’imminente pandemia. 

I dati riscontrano che in seguito alla misure restrittive alla produzione e al traffico applicate in diversi Paesi, dettati dalla necessità di contenimento del Covid-19, i livelli di inquinamento dell’aria sono diminuiti. Il virus non è però la soluzione ai cambiamenti climatici, potrebbe trattarsi di un effetto temporaneo.

L’ONU annulla tutti i meeting sul cambiamento climatico

L’emergenza Coronavirus sta progressivamente coinvolgendo gran parte dei Paesii, costringendoli a prendere misure precauzionali e drastiche finalizzate al contenimento dell’epidemia. Tutto si ferma, tutto si rinvia a data da destinarsi, dagli impegni istituzionali sino allo sport. 

Anche l’ONU, attraverso una comunicazione sul sito dell’agenzia da parte della segretaria esecutiva, Patricia Espinosa, ha annullato tutti i meeting previsti sino alla fine di aprile 2020. 

Nella programmazione dell’ONU vi erano 12 meeting previsti nei mesi di marzo e aprile 2020, ad oggi slittati e temporaneamente annullati. La promessa della segretaria esecutiva dell’UNFCCC- United Nations Framework Convention on Climate Change- è quella di non distogliere l’attenzione dalle problematiche ambientali mondiali, continuando a lavorare alle negoziazioni internazionali con la finalità di combattere i cambiamenti climatici. 

Nella sede di Bonn, in Germania, la segretaria ha dichiarato che il personale continua a lavorare da casa per consentire l’adempimento dei mandati, decisione applicata dal 16 marzo 2020 sino al 12 aprile 2020. Risultano invece annullati tutti i meeting in presenza e le missioni ufficiale in qualsiasi paese, sino alla fine di aprile 2020. 

Il team sta comunque studiando e valutando la possibilità di condurre le riunioni virtualmente, in modo da limitare i contatti fisici e gli spostamenti tra Paesi. Primo fra tutti il virtual meeting of the Adaptation Committee (AC17), che si svolgerà tra il 24 marzo e il 27 marzo 2020. 

Il contributo dell’ONU al mutamento ambientale

L’emergenza climatica e i cambiamenti ambientali sono una problematica che coinvolge l’intero globo, dichiarato da scienziati circa 30 anni fa, solo negli ultimi anni i Governi nazionali sembrano essersene accorti. 

L’’ONU collabora con 66 Paesi, 10 regioni, 102 città e 93 imprese in tutto il mondo, con l’obiettivo principale della riduzione delle emissioni di gas serra del 45% rispetto al 2010, entro il 2030 e il raggiungimento della neutralità carbonica e delle emissioni zero entro il 2050.

Nell’imminente decennio 2020-2030, l’ONU ha organizzato azioni che vadano a promuovere politiche di sostenibilità:

  • cercando di consolidare in tutti i Paesi la capacità reattiva ai rischi e i disastri naturali legati al clima;
  • integrando le misure di riduzione delle emissioni alle politiche economiche nazionali;
  • agendo come organo di controllo all’effettiva messa in atto degli impegni assunti dai paesi firmatari delle convenzioni sul clima;
  • sensibilizzando ed educando, non solo le politiche nazionali ed economiche, ma anche i singoli cittadini.  

Green Deal 

Cos’è il Green Deal? Letteralmente significa “patto verde”, proprio di questo si tratta, di un accordo, una strategia di crescita, un patto che possa portare l’Europa al raggiungimento dell’obiettivo zero emissioni entro il 2050. Nell’agenda comunitaria la sfida ambientale risulta essere tra le priorità principali, infatti il progetto normativo è volto alla transizione di tutti i Paesi Europei verso politiche sostenibili. Le azioni promosse dal patto sono quindi volte alla:

  • realizzazione di un modello di economia circolare; 
  • riduzione dell’inquinamento attraverso la decarbonizzazione del settore energetico; 
  • sostenibilità nel settore della mobilità; 
  • promozione di nuove regole nella costruzione e ristrutturazione di edifici in ottica di risparmio energetico; 
  • promozione della biodiversità;
  • riduzione dell’inquinamento derivante dai processi produttivi. 

Nella conversione dei Paesi ad un’economia verde, il progetto prevede lo stanziamento di ingenti piani di investimenti. L’Europa ha previsto la mobilitazione di circa 100 miliardi di euro nel periodo 2021-2027, destinati in maniera diversificata ai paesi membri per portare a una trasformazione equilibrata, che coinvolga tutti i Paesi EU. La lotta ai cambiamenti climatici, nonostante la difficile situazione sanitaria ormai diffusa a livello globale, non deve essere dimenticata. Risulta necessario un continuo impegno da parte dell’ONU, delle istituzioni, dei Governi e delle imprese nell’ottica di un futuro green

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