Il quadro devastante delle alluvioni che riguarda in modo sempre più sostanziale il nostro paese non è certamente causale e si ricollega in modo diretto ed evidente non solo alle massicce precipitazioni e alluvioni che si sono abbattute sul nostro territorio ma anche a quelle che nel corso delle ultime stagioni hanno riguardato il sud est asiatico, il sud America e gli Stati Uniti. C’è una relazione anche troppo chiara tra la devastazione che è stata registrata in questi ultimi anni e le drammatiche alluvioni avvenute nelle grandi pianure della terra.

Alluvioni, la Liguria paga con le vittime dissesto

In Italia tuttavia c’è un dato più che è ulteriormente preoccupante e che riguarda il modo in cui molte aree sono state costruite: la Liguria è considerata una delle zone più a rischio perché la sua struttura orografica si presta a ben poca interpretazione. Le colline sono state costruite al di là di ogni buon senso e tutti i rivi, rigagnoli di poche gocce sono stati interrati con la convinzione che l’acqua sarebbe defluita a valle senza alcun rischio. Le cose non sono andate così: i rivi sono letteralmente esplosi, l’acqua senza controllo ha invaso le strade, le piazze e reso impraticabili i torrenti.

Di qui le numerosissime alluvioni: un punto di non ritorno. Dalla devastante alluvione del 1970, Genova ha ospitato ulteriori cinque alluvioni con vittime… in tutto si parla di oltre 60 morti. E non è che nel frattempo si sia corsi ai ripari: perché rimediare di fronte a una scelta edilizia del genere è di fatto impossibile.

Negli Stati Uniti si paga l’alternanza tra diluvi e secco

I cambiamenti climatici hanno fatto danni soprattutto nelle aree più grandi dove le piogge si sono abbattute in modo incontrollabile e dove non c’è stato alcun modo di controllare fango e piene. Quest’anno il dramma più grande si è registrato nel Nebraska dove due terzi del paese è finito sott’acqua in modo irrecuperabile Il governatore del paese Pete Ricketts durante l’alluvione dichiarò in lacrime davanti dalle telecamere che “Il Nebraska piangeva il terrificante disastro della sua storia, molto peggiore anche della guerra di secessione”.

La prima pioggia si registrò il 13 marzo, pioggia torrenziale contestualmente a una temperatura stranamente calda e in pieno contrasto con un febbraio rigido e nevoso. In tre giorni cadde dieci volte la pioggia prevista nell’arco di un intero anno: su un terreno solido, quasi impenetrabile, l’acqua finì per creare grandi laghi naturali che attaccarono le infrastrutture e si riversarono sui fiumi, che in meno di un giorno ruppero tutti gli argini. Un quadro catastrofico che si concretizzo il 13 marzo e che mise in ginocchio tutto il paese.

Negli ultimi anni temperature in aumento pioggia in eccesso

Qualcuno la definì “l’alluvione perfetta”: anni di incuria, clima secco a terra, precipitazioni violentissime nell’arco di pochissimo tempo. “È proprio questa una delle caratteristiche del cambio climatico – spiega la studiosa di climatologia Martha Shulski – non una logica e nemmeno un graduale passaggio da una condizione di clima secco a una di grande umidità e piogge intense. La primavera che stiamo vivendo in stati americani come Nebraska, Arizona o Kansas è il biglietto da visita di quello che ci aspetta. Dovremo essere sempre più bravi a prevedere e reagire in tempi brevissimi”.

Intanto l’anno scorso il Nebraska ha pagato 400 milioni di case e aziende distrutte, 440 milioni di granoturco in malora e altri 440 milioni di dollari in strade, ferrovie, aeroporti e scuole da ricostruire. Le aziende ridotte in bancarotta sono state alcune decine, i nuovi poveri sono almeno 10mila. Dal 1895 il Nebraska ha una temperatura media di dieci gradi superiore mentre le precipitazioni sono aumentate o colpi di 25 centimetri a decade dal 1950 a oggi. Non può essere un caso.

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