Una delle prime voci che si è alzata, con forza ma anche con la consistenza dei contenuti, contro la politica aggressiva del presidente Donald Trump nell’ambito della produzione industriale estesa ma anche di un approccio più cauto alle politiche ambientali, è stato quello della California. Non è solo una questione di cultura o di stato mentale: è sicuramente vero che nell’immaginario collettivo San Francisco e la West Coast rappresentano uno stato d’animo più ‘leggero’ e disincantato e tra le varie anime statunitensi, quella californiana ha un motto più che esplicativo: “hang on and have fun”, tieni duro e divertiti.

San Francisco, impegno e non solo divertimento

Per la verità San Francisco si diverte, ma fino a un certo punto: se queste voci di dissenso si sono alzate è anche perché nel Golden State (guai a chiamarlo lo stato del sole, quella è la Florida) hanno sede alcune delle università più prestigiose che hanno fatto dell’ambiente e della sua tutela uno dei propri argomenti vitali: un po’ è stato un motivo di necessità e di timore, perché la California da sempre convive con il senso della precarietà dettato dall’instabilità delle sue faglie e dalla paura del “Big One”, il terremoto definitivo. Ma dall’altra la California si appoggia sull’Oceano Pacifico che garantisce benessere, reddito e uno straordinario osservatorio sull’evoluzione del mondo e del suo ambiente.

L’Oceano, fonte di reddito e di rinnovamento

L’Oceano è un grande laboratorio: spesso si parla del timore dell’innalzamento delle acque come di uno dei segnali più evidenti nella corsa al riscaldamento globale ma raramente si è sottolineato che gli oceani assorbono e “filtrano” il 30% delle emissioni di anidride carbonica. Un polmone incredibile in grado di aiutare in modo davvero sostanziale il pianeta nella sua battaglia per la difesa dell’ambiente e del clima. A Madrid, dove lunedì sono iniziati i lavori del COP25, la commissione ONU sull’ambiente, sono presenti undici consorzi di studio, tutti californiani e tutti universitari che in modo del tutto indipendente l’uno dall’altro porteranno al convegno la stessa identica conclusione: Ocean is the way. Tutelare gli oceani e il loro ambiente è la prima risorsa contro il riscaldamento globale.

Le acque degli Oceani, un bene da difendere su entrambi i lati

È da sottolineare che tutto questo avviene grazie agli investimenti e alla consapevolezza di un ambiente accademico che non sempre, anzi… quasi mai, è stato sostenuto dalle politiche governative. Gli scienziati sono inequivocabilmente d’accordo nel definire che gli oceani sono la piattaforma di partenza per invertire la tendenza del clima. E questo può avvenire solo con politiche comunitarie che da un lato e dall’altro possano preservare l’ambiente: riducendo gli scarichi, attuando politiche di pesca più consapevoli e meno invasive, intervenendo in modo massiccio su disastri ambientali rappresentati da idrocarburi e plastica.

La California difende palmo a palmo le sue coste

La California in questo è già molto avanti: grazie soprattutto agli investimenti privati di filantropi particolarmente sensibili al tema dell’ambiente il paese già dal 2012 ha avviato un programma di difesa che è stato definito MPA Network. MPA sta per Marine Protected Area: la logica è quella di difendere la costa, un passo alla volta, come se fosse un terreno di conquista controllando ogni singolo scarico, proteggendo ogni metro quadro di spiaggia, intervenendo in modo massiccio su qualsiasi rischio. In questo modo la California ha trasformato in baia-parco il 16% delle sue coste, che se si considera quante siano le metropoli che si affacciano al mare – Los Angeles compresa – è una enormità.

L’impegno di San Francisco e dell’Università di Berkeley

San Francisco è considerata la città capofila di questo progetto un po’ perché sicuramente la città del Golden Gate è quella con la coscienza ambientale più grande e un po’ perché una delle università capofila di questo progetto è Berkley. La Facoltà di Berkeley ha fatto della tutela dell’ambiente una precisa missione: situata vicino ad Alameda, dell’area Nord della baia di San Francisco, l’università sta formando decine e decine di biologi, sociologi e opinion leader completamente devoti alla causa dell’ambiente. Il biglietto da visita della facoltà in questo processo è evidente fin dalla home page del suo sito internet: la cui foto di presentazione è un parco eolico.