La difesa del clima rischia di oscurare un evento tanto pubblicizzato come il black friday. Impensabili coincidenze o scelte precise, ma tant’è: i giovani di Friday For Future tornano in piazza per il quarto sciopero globale. Dopo il successo delle altre edizioni dello sciopero per il clima, la quarta del 29 novembre è coincisa con la celebrazione dello shopping sfrenato prima di Natale. Uno spunto che non passa inosservato tra i seguaci della giovanissima Greta Thunberg.

Anche il commercio rientra tra i fattori che mettono a rischio l’ambiente e minano il concetto di  sostenibilità.

Lo sciopero del clima incrocia le Sardine

Sono stati tanti in molte piazze italiane, ma i giovani di FFF, l’acronimo che contraddistingue il movimento spontaneo che coinvolge soprattutto studenti adolescenti in tutto il pianeta, in Italia hanno rilanciato e aperto a un altro movimento spontaneo che sta prendendo forma in questi giorni, ritrovandosi in molte piazze italiane da un mese a questa parte.

L’appello era rivolto alle “Sardine”, per un venerdì 29 novembre che ha riunito negli stessi spazi chi si batte per un ambiente più pulito, per uno stile di vita più sostenibile e chi ha cominciato a chiedere a gran voce che la politica esca dalla lotta tribale senza costrutto e parli di temi autentici e vicini ai cittadini.

I cambiamenti climatici, la lotta all’inquinamento e ambienti urbani più sostenibili possono essere argomenti condivisi dai due movimenti. C’è di sicuro un fattore comune: che siano i giovani di Friday For Future, che siano state le “Sardine” a riempire le piazze italiane, nessuna bandiera di partito o movimento politico ha colorato l’assembramento e gli stessi fondatori dei movimenti hanno respinto con forza qualunque etichetta politica.

Lo sciopero del 29 novembre può essersi detto davvero globale e che abbia tenuto insieme spinte diverse con obiettivi comuni. Sono stati gli stessi organizzatori a sostenere la tesi di una comunanza di idee con le Sardine.

Durante la conferenza stampa di presentazione, nel giorno in cui il Parlamento Europeo ha dichiarato lo stato di emergenza climatica, i giovani di FFF hanno reso pubblica una lettera aperta ai “cugini” delle Sardine per obiettivi “complementari” e coincidenti.

Lo sciopero del clima e la battaglia democratica

Davanti alla sede del Parlamento italiano a Montecitorio, gli organizzatori di Friday For Future hanno puntato l’indice contro il modello propalato dal Black Friday. Se un bene viene venduto a un prezzo molto basso, con una scontistica che talvolta supera il 50 per cento del valore, secondo i giovani di FFF, dietro c’è un metodo di lavorazione non ecosostenibile.

E con ogni probabilità lo stesso prodotto proposto a prezzi meno competitivi non riscuoterebbe il successo che viene determinato da campagne al ribasso. È una teoria che si incrocia con la battaglia per l’”emergenza democratica” che le Sardine intendono affrontare stanno stipati nelle piazze, stretti stretti per manifestare pacificamente il dissenso verso politiche di chiusura, di isolamento.

E per gli stessi organizzatori del quarto sciopero globale proprio l’emergenza climatica potrà essere affrontata e risolta dopo l’emergenza democratica. L’appello a manifestare assieme nel Global Climate Strike si è concluso con una metafora in pieno stile sardina: stare uniti, stretti nelle piazze come sardine per riscaldarsi insieme con il calore delle idee e dell’entusiasmo.

E il 29 novembre potrebbe dirsi dipanata come una giornata intera dedicata ai temi ambientali e sociali, con i giovani del Friday For Future che hanno occupato le piazze già dal mattino in una ideale staffetta con le Sardine, che hanno già prenotato diverse piazze in Italia per il fine settimana.

Dopo i diecimila di Genova in piazza De Ferrari, sono in seimila a Napoli in piazza Dante, mentre il movimento che vive del passaparola via social ha già raccolto oltre diecimila adesioni al gruppo ufficiale.

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