Nel corso dell’estate 2019 una nuova tecnologia si è posizionata nel piccolo atollo maldiviano di Ari, facendo così parlare di sé. Infatti è stato installato il primo impianto solare galleggiante composto da 12 piattaforme ancorate al fondale marino e ricoperte di moduli fotovoltaici in grado di garantire una potenza totale di 678 kW. 

Il sistema si adatta perfettamente alle condizioni ambientali e climatiche del territorio, difatti tale sistema non è solo un’efficace alternativa per la produzione di energia offgrid per aree con una superficie terrestre limitata, ma è anche in grado di contrastare acqua salata e intemperie. 

Il settore del solare galleggiante 

Il solare galleggiante o fotovoltaico flottante è una tecnologia rinnovabile che per il momento resta ancora una nicchia in tale settore. 

Si tratta semplicemente di impianti fotovoltaici disposti sull’acqua invece che sulla terraferma. Tali impianti si caratterizzano per presentare le stesse caratteristiche dei normali impianti terrestri ma sfruttano tecnologie avanzate per poter galleggiare. 

Il fotovoltaico flottante presenta enormi vantaggi per quei paesi che presentano una mancanza di suolo e di conseguenza l’utilizzo di superfici galleggianti permette di lasciare libero il terreno per altre attività quali l’agricoltura o l’allevamento. 

Sono molti i paesi che per conformazione territoriale e quantità della popolazione prediligono l’utilizzo di superfici marittime, esempi significativi sono l’India e il Giappone
Maria Rosa Clot, progettatrice di impianti galleggianti, afferma che “occupando il 4% della superficie di tutti i laghi del mondo con il solare si produrrebbe tutta l’elettricità necessaria ogni anno all’umanità”. 

Il solare galleggiante presenta molti vantaggi e potrebbe seriamente essere preso in considerazione come soluzione per sconfiggere il potenziale disastro climatico verso cui ci stiamo dirigendo. 
Il primo aspetto da prendere in considerazione riguarda il fatto che per sua natura il solare galleggiante non occupa superficie terrestre, se non per le parti che vengono utilizzate per la connessione alla rete elettrica. 

Inoltre è un sistema che permette di limitare l’evaporazione dell’acqua fino all’80%, presenta un’efficienza maggiore rispetto agli impianti a terra ferma e la presenza dell’acqua permette più facilmente di raffreddare i pannelli.

Il rapporto di Wood Mackenzie Power & Renewables

La Wood Mackenzie Power & Renewables ha condotto una ricerca in cui afferma che entro la fine del 2019 verranno installati sull’acqua 2,4 GW di impianti fotovoltaici, distribuiti in 35 paesi a livello globale. 

Il settore come già sottolineato ha ancora una quota molto bassa, per il momento i maggiori utilizzatori del sistema in cui si concentra per altro l’87% della capacità solare galleggiante mondiale sono Corea del Sud e Taiwan. 

Le previsioni però annunciano un aumento medio della domanda pari al 22 per cento dal 2009 al 2024, ovviamente coloro che usufruiranno maggiormente del sistema saranno i paesi con limitata superficie terrestre oppure dove i costi per l’uso del suolo sono troppo elevati. 

Un aspetto che si sta considerando con interesse è la combinazione di fotovoltaico e tecnologia idroelettrica, ciò permetterebbe di sfruttare la struttura già esistente, agevolando il risparmio dei costi di connessione. 

Tuttavia il solare galleggiante non è del tutto privo di aspetti negativi, presenta in realtà un capitale iniziale abbastanza elevato. Infatti occorre considerare i costi relativi alla struttura galleggiante che non sono indifferenti e i costi relativi all’ormeggio e all’ancoraggio. Il livello professionale per la progettazione della tecnologia è ovviamente alto in quanto ogni soluzione deve essere studiata e analizzata con competenze di ingegneria. Inoltre contribuiscono all’aumento del capitale investito tutti quei costi flessibili o soft cost relativi a manodopera, progettazione e ingegneria, catena di approvvigionamento e logistica. 

Le associazione ambientaliste sono inoltre abbastanza preoccupate relativamente alla scelta dell’area destinata all’inserimento del solare galleggiante. L’installazione di tali impianti dovrebbe infatti riguardare solo zone degradate o aree artificiali già esistenti. Inoltre occorre considerare l’impatto su flora e fauna di tali installazioni, anche se gli studi effettuati non presentano risultati dannosi per l’ambiente. 

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