La necessità di ridurre considerevolmente l’inquinamento non riguarda solo le grandi città ma anche gli spostamenti via nave, aereo o automobile. Proprio in questi ultimi due anni c’è stata una forte pressione per capire quanto incidano nei dati dei gas serra gli aerei e il loro traffico mondiale. Ogni collegamento aereo pesa in modo notevole sulla produzione di gas serra e CO2 e in considerazione di questa valutazione sono nati diversi gruppi che stanno cercando di fare pressione sulle compagnie aeree per ridurre il numero di ‘voli inutili’. 

Collegamenti che vengono mantenuti per non perdere quote di mercato ma che viaggiano con aerei semi vuoti o riempiti solo grazie a sconti massicci. Con una razionalizzazione dei piani logistici si potrebbero avere meno aerei in volo: e questo non solo per motivi di sicurezza ma anche ambientali. 

Le navi inquinano, ma sempre meno

Lo stesso ragionamento viene fatto anche per i collegamenti marittimi: il trasporto con i contenitori è sicuramente molto più conveniente e meno inquinante di quello che quarant’anni fa veniva sbrigato con casse, sacchi e merci sfuse. E le navi da crociera? Molte compagnie si sono mosse per tempo anche perché il marketing (e il buon senso) non possono suggerire a chi propone vacanze e benessere di condividere l’immagine di un mezzo fortemente impattante sull’ambiente. Di qui la nascita di mezzi alternativi: la prima nave da crociera che sarà alimentata a GNL, il gas naturale liquefatto, che in questo momento è il combustibile fossile meno impattante al mondo, sarà varata entro la fine dell’anno. 

La MSC ha già messo in cantiere anche la prima nave mossa a energia eolica. Il progetto è nato circa tre anni fa ed è stato commissionato agli Chantiers de l’Atlantique, i cantieri navali francesi di Saint-Nazaire. L’obiettivo è quello di produrre una classe di navi che abbassino ulteriormente l’impatto. Navi a energia eolica, solare. Occorreranno almeno ancora alcuni anni per vederle in mare ma di fatto la loro realizzazione non è solo un’idea pubblicitaria. Concretamente la prima nave eolica dovrebbe essere varata entro il 2030. 

Soluzioni ipertecnologiche per i passeggeri

Già dal 2022 sarà invece messa a disposizione dagli Chantiers de l’Atlantique la prima MSC della serie World Class: si chiamerà Europa e nonostante le sue dimensioni immense, si parla di 333,3 metri di lunghezza con una stazza di 205.700 tonnellate e un’abitabilità di novemila persone tra passeggeri ed equipaggio, potrebbe essere la prima nave a impatto zero. Le World Class della MSC sono le navi di nuova generazione: ne arriveranno quattro entro il 2026. L’obiettivo è quella di fornire la miglior esperienza di gusto, piacere e benessere con un occhio molto attento a consumi e ambiente. 

Equipaggiata con personale di bordo in carne e ossa e con una fitta rete di hostess realizzate con l’intelligenza artificiale, la MSC Europa sarà in grado di monitorare i segnali biometrici di ogni passeggero elaborando un ambiente su misura: luci, temperatura dell’atmosfera e dell’acqua. 

Una crociera non inquinante

La nave a impatto zero di fatto non esiste e forse non potrà mai esistere: e questo che si parli di navi passeggeri o di cargo. Si può semplicemente trovare il miglior compromesso possibile sotto l’aspetto dell’efficienza dei motori e dei loro consumi privilegiando combustibili che siano quanto più naturali possibile. L’aerodinamica sta lavorando moltissimo sulle soluzioni da applicare sulle super navi da crociera e già oggi abbiamo navi che sono riuscite a tagliare i loro consumi, e di conseguenza anche le loro emissioni di oltre un terzo. 

La curiosità per i progetti eolici e solari resta: molte sono le navi che con i pannelli solari riescono a garantire servizi fondamentali all’equipaggio in termine di approvvigionamento elettrico e riscaldamento. La Europa sarà la prima nave in assoluto alimentata a GNL grazie alle nuove tecnologie Solid Oxide Fuel Cell che portando i gas ad alte temperature si sono dimostrate estremamente più funzionali anche dell’idrogeno. Elettricità che costerà meno di due terzi rispetto ai vecchi propulsori con molta altra energia che verrà intercettata e redistribuita grazie a un surplus di produzione di calore.

CHIUDI MENU