Greta Thunberg, la ragazza svedese di appena sedici anni, può essere considerata il personaggio dell’anno. La sua immagine è una delle più diffuse sul web, il suo nome risulta essere uno dei più cercato sui vari motori on line, è stata proposta anche come premio Nobel per la pace e il suo accorato discorso ai grandi della terra sui problemi dell’inquinamento e sulla necessità di un progetto sostenibile è stato in assoluto uno dei più ascoltati di questa stagione che sta andando a chiudersi. Alcuni la definiscono un prodotto del marketing, altri la descrivono come una ragazzina che inconsapevolmente si è messa al servizio delle grandi lobby ambientaliste. Ma Greta è riuscita in un compito non facile in questo momento che va di fretta e non dà retta a nessuno. È riuscita a farsi ascoltare. Uno dei primi messaggi che Greta Thunberg ha voluto presentare è stato quello del movimento FFF, Fridays for Future: il venerdì era la giornata in cui Greta lasciava la scuola – con il permesso dei genitori – e andava a protestare di fronte al ministero dell’ambiente o al governo.

Il movimento ambientalista di Greta

Sebbene la questione sia passata inosservata per un paio di settimane, dopo poco è diventata notizia e infine è diventata virale, imitata da migliaia di ragazzi della sua stessa generazione in ogni parte del mondo. Il movimento FFF non si limita più al venerdì e nemmeno alla Svezia, è qualcosa di molto più ampio che Greta ha spiegato in modo estremamente chiaro nel suo primo libro, “La nostra casa è in fiamme”. Chi pensa che il movimento di Greta sia qualcosa di simile a quello hippy du “pace, amore e musica” sbaglia di grosso. Greta rappresenta una considerevole porzione del pianeta che è seriamente preoccupata e, cosa ancora più significativa, è notevolmente arrabbiata.

Il movimento FFF in Italia

Oggi, venerdì 29 novembre è una giornata in un certo qual modo storica perché Greta è riuscita a riunire intorno al suo FFF un gran numero di gruppi e di paesi per una giornata di protesta: si tratta del “Quarto sciopero globale del clima”. Ogni paese ha creato il proprio gruppo FFF, anche l’Italia ha il suo e si è organizzato molto rapidamente con spazi on line e social che sono stati immediatamente molto seguiti. Il gruppo FFF Italia si è imposto un obiettivo estremamente ambizioso, quello di abbattere a zero le emissioni di gas serra nel nostro paese, e proprio questo tema sarà uno degli argomenti centrali della protesta di oggi.

Il programma di FFF Italia è riassunto in tre punti, le cui iniziali formano la parola FU.TU.RO.: “Fuori dal fossile: raggiungimento dello 0 netto di emissioni a livello globale nel 2050 e in Italia nel 2030, per restare entro i +1,5 gradi di aumento medio globale della temperatura. Tutti uniti, nessuno escluso: la transizione energetica deve essere attuata su scala mondiale, utilizzando come faro il principio della giustizia climatica. Rompiamo il silenzio, diamo voce alla scienza: questa riduzione delle emissioni è geo fisicamente possibile“.

Il manifesto è stato pubblicato su Facebook e ha raccolto in pochi giorni migliaia di aderenti: è un primo passo, una presa di coscienza anche per capire quanti sono questi ragazzi e quanta forza anno. Poi, dopo flash mob e sit-in i gruppi FFF, compreso quello italiano, si trasferiranno alla conferenza sul clima convocata dall’ONU a Madrid, dal 2 all’11 dicembre. Il senso è quello di far sentire il fiato sul collo delle istituzioni, marcare stretto ogni singolo interlocutore a ogni appuntamento pubblico.

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