Il reattore nucleare in grado di produrre energia direttamente dalle stelle è pronto. Le opere per la costruzione e l’impianto sono state ultimante e nel 2020 si passerà al montaggio vero e proprio della macchina. Sergio Orlandi, capo dell’Ingegneria Iter, ha aggiunto che nel “2025 dovrebbe essere pronto il primo plasma”, ovvero la macchina che permetterà l’inizio della sperimentazione.

Reattore stellare: parole agli esperti

Bernard Bigot, a Saint Paul lez Durance, non lontano dal sito di Cadarache in cui sta nascendo la macchina ha dichiarato che “D’ora in poi non resta che assemblare i componenti della macchina e il prossimo obiettivo è fissato alla fine del 2025, quando si inizierà ad accendere il sole all’interno della ciambella», inoltre il responsabile delle tecnologie della fusione dell’Enea, Giuseppe Mazzitelli «Adesso – ha aggiunto – inizia la sperimentazione tecnico-scientifica tesa a dimostrare che è possibile produrre l’energia dalla fusione».

Reattore stellare: produzione ed obiettivi

Il tentativo è quello di raggiungere una produzione di energia pari a 10 volte quella investita, fino a raggiungere le 30-40 volte a quella iniziale. Viene definito un esperimento futuristico, in grado di poter apportare dei concreti benefici alla produzione di energia del domani.
Progettato per essere il primo impianto per la fusione nucleare di dimensioni confrontabili a quelle di una centrale elettrica convenzionale, Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor). A partecipare al progetto sono tanti centri di ricerca, università e industrie di Unione Europea, Giappone, Federazione Russa, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e India.

Rettore solare: la partecipazione europea

L’Unione Europea ha finanziato il 50% ed il nostro Paese è impegnata attivamente con molte aziende che hanno contribuito alla costruzione, sia nel campo dei magneti superconduttori della macchina, sia dell’acceleratore di fasci neutri che permette di dare il via al processo di fusione, con il laboratorio Prima (Padova Research Iter Megavolt Accelerator). Tante novità nel 2020 con l’avvento di Cadarache del primo dei magneti superconduttori nato grazie alla collaborazione dell’Enea e l’agenzia dell’Unione Europea F4E (Fusion for Energy). La fine del progetto potrebbe segnata al 2050 quando il reattore stellare potrebbe iniziare a funzionare a pieno regime.

Reattore stellare: da dove nasce l’idea

La creazione del reattore in questione è nata dallo studio approfondito che gli scienziati hanno condotto sulle stelle, rendendosi conto che la nascita di una stella si basa sul fatto che nello spazio cosmico sono presenti zone con una densità maggiore rispetto alle altre. Queste zone sono ricche di gas che può essere facilmente riutilizzato e rinvestito sulla terra. Tali zone rappresentano un centro di attrazione degli atomi che cadono proprio in quel punto trasformandosi in energia termica e gravitazionale. Questo porta progressivamente alla formazione del globo, il quale accresce la sua temperatura. Grazie a questo fenomeno il nucleo in questione è in grado di provocare le prime reazione nucleari deputate alla fusione dell’idrogeno ed, in particolare, alla trasformazione dell’idrogeno in elio. Da questo fenomeno nasce una stella completamente nuova.

Al centro del fenomeno vi è anche il Sole, il quale è formato prettamente da idrogeno ed elio. Al suo interno, le temperature altissime portano di conseguenza ad un forte movimento atomico e alla fusione dei nuclei. La produzione di energia è incessante e si trasforma sotto forma di luce. Il futuro, grazie ad esperimenti di questo calibro, sembra essere sempre più vicino.

L’impegno europeo, ed in particolare quello italiano, sembrano ormai sempre più forti ed importanti. L’Unione Europea si rende conto, infatti, del valore che questi progetti possono avere per l’intera comunità con una svolta epocale che potrebbe avere un esito altamente positivo sia sull’economia che sull’ambiente.

CHIUDI MENU