Potenza del contatore di energia elettrica: quanto costa cambiarla e quanto si risparmia diminuendola?

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Le diverse potenze per il contatore di energia elettrica

La potenza del contatore nella maggior parte dei contratti di energia elettrica negli appartamenti viene impostata a 3 chilowatt. Tuttavia, questa non è la sola potenza disponibile per le utenze domestiche: essa può infatti variare da 1.5 a 6 chilowatt secondo intervalli di 0.5 chilowatt. Se il valore di 1.5 non viene quasi mai richiesto, se non per particolari situazioni, sempre più spesso si sente l’esigenza di innalzare il valore di 3 chilowatt a 4.5 o addirittura a 6, soprattutto quando si hanno in casa elettrodomestici molto potenti. In particolare, chi ha installato una cucina a induzione o una pompa di calore potrebbe necessitare di potenze maggiori per poter usare senza problema tutti gli elettrodomestici evitando che il contatore salti.

Quanto costa cambiare la potenza del contatore e quanto si risparmia diminuendola?

I costi legati alle variazioni della potenza del contatore si distinguono in costi fissi e variabili, che dipendono dalla quantità di incremento o diminuzione che viene richiesta. I prezzi sono definiti dall’ARERA e possono variare tra i clienti del mercato libero e del mercato tutelato.
Per quanto riguarda il risparmio in bolletta è bene specificare che una volta effettuato il cambio di potenza i costi relativi alla corrente elettrica non variano, ma diminuiscono quelli relativi al trasporto e alla gestione del contatore. In seguito alla Riforma della tariffa TD, infatti, se si consuma la stessa quantità di corrente con un contatore da 3 o da 4.5 chilowatt, la voce relativa ai costi della materia prima energia saranno gli stessi, visto che saranno valutati solo i chilowatt sfruttati, indipendentemente dalla potenza del contatore.