La più grande centrale solare dei Caraibi sorgerà nella Repubblica Dominicana, e più precisamente nella provincia di Monte Plata, per un grande progetto di energia rinnovabile per cominciare a rinunciare ai combustibili fossili. La sfida non ha numeri da poco, basti pensare che secondo il progetto avviato già da qualche anno la centrale solare dovrebbe portare gradualmente a una riduzione della mole di emissioni di CO2 per circa 48026 tonnellate.

Un’alternativa consistente in un paese, come la Repubblica Dominciana, che fa ancora largo uso di energia derivata dai combustibili di origine fossile e che soltanto da pochi anni ha deciso di imprimere una svolta alle politiche energetiche e ambientali. Accanto alla funzione puramente energetica, il progetto prevede anche effetti importanti sull’occupazione, anche attraverso un indotto turistico, determinato dalla realizzazione di un centro visitatori. E’ prevista anche l’istituzione di un fondo economico per finanziare attività sociali. 

Energia rinnovabile, una centrale solare nel cuore dei Caraibi

Il progetto si basa su una analisi accurata della situazione attuale della Repubblica Dominicana, dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico, basato appunto in prevalenza sui combustibili fossili, ma anche sulle caratteristiche geomorfologiche del territorio, posto in una zona tropicale che si avvantaggia di una naturale esposizione all’irraggiamento solare.

Condizioni ottimali, queste, per realizzare una factory per la produzione e la distribuzione di energia elettrica derivata da impianti fotovoltaici tarati sul 60 Megawatt. In base a queste caratteristiche, la produzione auspicata si aggira attorno ai 100 Gigawatt / ora, quanto basterebbe in una altra parte del mondo, come la Svizzera, per fare un raffronto pratico, per esaurire la domanda energetica di una comunità di 20mila famiglie.

Considerando che il fabbisogno medio di una famiglia della Repubblica Dominicana è decisamente inferiore, soprattutto per il fattore climatico, a quello di una famiglia svizzera, la produzione stimata è assolutamente sufficiente per assicurare la fornitura necessaria a 50mila famiglie.

Grazie alla mega centrale solare sarà possibile rinunciare a circa 26 milioni di litri di combustibile di origine fossile. Un dato strettamente correlato a un risultato fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale. Il minor consumo di fonti tradizionali corrisponde anche a un drastico abbattimento di emissioni di CO2, che in un anno si ridurrebbero di circa 70mila tonnellate. 

Energia rinnovabile, i vantaggi per la comunità locale

Le ricadute economiche di un progetto di questa portata sono considerevole. Le stime prevedono la creazione di 300 nuovi posti di lavoro diretti, ovvero di personale impiegato direttamente dalla nuova centrale, ai quali si aggiungono altri 1000 posti di lavoro nell’indotto di tutti i servizi e forniture collegate. Senza contare poi l’effetto moltiplicatore sull’occupazione negli anni di edificazione e collaudo.

L’investimento complessivo per l’iniziativa basata sull’energia rinnovabile si aggira attorno ai 110 milioni di dollari e rappresenta il più consistente mai compiuto da una azienda di Taiwan. Il programma è stato infatti affidato alla compagnia General Energy Solution, attiva anche nell’America centro meridionale. Il completamento dell’opera, già avviata da un paio di anni, è però subordinato a una serie di vincoli che il governo della Repubblica Dominicana ha posto come condizioni essenziali.

Per essere un progetto totalmente sostenibile, bisognerà che GES ripristinerà la stessa superficie di flora eliminata per far posto all’impianto. Allo stesso modo un’area molto vasta che costeggia il fiume della provincia di Monte Plata dovrà essere conservata rispettando tutti gli elementi ambientali originari.

La centrale solare di energia rinnovabile dovrà diventare anche un’attrattiva per un turismo colto, dalle forti motivazioni scientifiche. E questo avverrà grazie alla realizzazione, sempre in capo alla GES, di un centro aperto ai visitatori per la comunicazione e la divulgazione delle potenzialità connesse alle fonti energetiche rinnovabili.

L’ultimo risvolto sociale del progetto riguarda la destinazione a un fondo dedicato alle attività della comunità che ospita l’impianto delle risorse finanziarie recuperate dalle emissioni di carbonio. Il 5% dovrà confluire nel fondo anche per realizzare gli obiettivi previsti dall’Agenda Onu 2030.

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