Il salvavita, o meglio l’interruttore magnetico differenziale, è un dispositivo che in caso di necessità interrompe l’erogazione dell’energia elettrica scaricandola verso terra. In pratica si tratta di un relè differenziale collegato ad un interruttore magnetico; il primo scatta non appena la differenza di tensione tra entrata ed uscita dell’impianto, produce un certo amperaggio, con conseguente dispersione di corrente; il secondo interviene in caso di cortocircuito, di sovraccarico e di contatto con parti in tensione. La normativa in materia prevede, se la distanza tra il contatore e l’interruttore magnetico differenziale è superiore ai tre metri, la presenza di un magnetotermico tra le due parti.

Per verificare il funzionamento di un salvavita c’è la possibilità di eseguire un controllo premendo il tasto “T” presente sul dispositivo e che simula l’entrata in funzione dello stesso. L’effetto è l’immediata interruzione dell’elettricità nell’intero locale servito dal salvavita. Se questo non dovesse verificarsi e il salvavita non scatta, significa che il dispositivo non funziona correttamente e va, quanto prima, riparato o, meglio ancora, sostituito da un elettricista. Il test è consigliabile eseguirlo almeno una volta al mese per la propria sicurezza in quanto a volte, sono sufficienti sbalzi di tensione, umidità o sovraccarichi per danneggiare questi dispositivi. In tal senso è buona norma, al momento dell’acquisto, affidarsi a marchi certificati ed affidabili, il risparmio immediato in questi casi, può portare a dover sostituirlo più spesso e quindi a spendere di più e oltretutto diminuendo la sicurezza.

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