La scadenza del 2040 diventa estremamente importante e rappresentativa per molti motivi: i prossimi vent’anni saranno infatti decisivi per capire se il pianeta è stato davvero in grado di superare il peso dell’energia prodotta con i carburanti fossili e se il quantitativo di gas serra immessi nell’atmosfera da quello che consumiamo e produciamo si sarà finalmente ridotto in modo considerevole per arrivare al famoso impatto zero, l’equilibrio tra quando ossigeno il nostro ambiente riesce a produrre e quanto invece ne consuma. Forse le turbine eoliche a impatto zero potrebbero essere la soluzione?

Turbine eoliche a impatto zero

L’energia eolica è stata sicuramente una delle grandi scommesse percorse negli ultimi anni grazie anche a investimenti mirati, nuove norme che hanno consentito la creazione di campi eolici di una certa importanza. Anche le turbine eoliche hanno un costo, che non è solo di realizzazione, manutenzione e gestione ma anche ambientale. Vestas, uno dei colossi che si occupano della progettazione e messa in opera di aerogeneratori punta con decisione alla scadenza del 2040 con diversi progetti importanti. Uno di questi è la realizzazione di turbine eoliche a zero rifiuti entro il 2040. 

“Via alla transizione energetica con le turbine eoliche”

Un progetto che potrà essere concretizzando se nei prossimi due anni verrà individuata una strategia ad hoc per la gestione dei rifiuti che coinvolga l’intera catena del valore. E dunque dalla fase di progettazione a quella di produzione, dalla messa in servizio alla fine vita delle turbine eoliche. “Stabilire un target così ambizioso per la riduzione dei rifiuti è fondamentale per garantire un mondo migliore per le generazioni future – spiega Anders Vedel, vicepresidente esecutivo di Vestas Power Solutions – dirigere l’industria eolica non è sufficiente per combattere le sfide globali che affrontiamo oggi. Se vogliamo guidare la transizione energetica, dobbiamo essere un esempio per farlo nel modo più sostenibile, e questo implica rendere la sostenibilità parte di tutto ciò che facciamo”.

Come riutilizzare “il vecchio” eolico

Pur trattandosi di una forma di produzione di energia sostanzialmente nuovo, e pur parlando di impianti che sono stati realizzati ex novo soprattutto dal 2000 in poi, è evidente che la nuova generazione dell’eolico porterà a un ricambio generazionale anche delle strutture già in utilizzo. Vestas è senza dubbio la prima grande realtà nel settore degli aerogeneratori che ha cominciato a realizzare teorie e proiezioni su questo argomento. 

Sebbene si tratti della prima grande realtà ad aver fissato un obiettivo zero rifiuti, la gestione di scarti e aerogeneratori a fine vita è divenuto negli ultimi anni un fattore di pressione sull’industria del vento. Entro il 2050 ci saranno ben 43 milioni di tonnellate vecchie pale da smaltire a livello globale: le pale sono una delle componenti attualmente più difficili da riciclare data la loro realizzazione in materiale composito. La maggior parte di questi scarti si troverà ovviamente in Cina (40 per cento del totale), seguita da Europa (25 per cento) e Stati Uniti (16 per cento). Il resto del mondo si spartirà la percentuale rimanente.

Il riciclo, un business e una opportunità

Oggi le turbine eoliche Vestas sono riciclabili in media all’85 per cento, spiega l’azienda sottolineando come il prossimo passo sarà proprio quello di migliorare la capacità di recupero dei materiali da pale e navicelle. Nel dettaglio, verranno introdotti obiettivi incrementali per aumentare il tasso di riciclabilità delle lame dal 44 percento di oggi, al 50 per cento entro il 2025 e al 55 per cento entro il 2030.

Saranno inoltre avviate diverse iniziative progettate per la raccolta e trattamento delle pale a fine vita, studiando nuove tecnologie per il riciclo delle fibre di vetro e il recupero delle parti in plastica. “In quanto principale fornitore mondiale di energia eolica, Vestas ha la responsabilità di eliminare gli sprechi lungo la sua catena del valore –dichiarato Tommy Rahbek Nielsen, Chief Operations Officer ad interim dell’azienda danese – l’energia eolica continuerà a crescere rapidamente, quindi il tempo per un approccio conservativo è ormai alle spalle. Sono orgoglioso di far parte di un’organizzazione che sta facendo della sostenibilità una componente integrante in tutte le operazioni aziendali”.

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